Non esaurirti per i tuoi residui di stampa!

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Office Automation, 27 Dicembre 2016

Sebbene anche le aziende, così come le persone, contribuiscano economicamente al Comune di appartenenza per il servizio di gestione dei rifiuti, alcuni dei rifiuti da esse prodotti non possono essere assimilati a quelli urbani delle utenze domestiche, ma seguono un percorso di gestione alternativo. Tra i rifiuti non assimilabili vi rientrano anche i toner delle stampanti i quali, in base al residuo di sostanze contenute, vengono classificati in rifiuti speciali pericolosi o non pericolosi.

Poiché il produttore dei rifiuti è il soggetto in capo al quale permane una costante responsabilità circa la corretta gestione di tali rifiuti, è bene che tutte le aziende, o meglio, i detentori di una partita IVA, corrano ai ripari per non incorrere nelle sanzioni amministrative o penali previste in materia.

Nello specifico si possono evidenziare i seguenti adempimenti a cui il produttore dei toner esausti/residui di stampa è tenuto:

  • Individuare il codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti). Si tratta di un codice che viene attribuito al rifiuto e ne identifica la composizione chimica in termini di pericolosità o non pericolosità. 08.03.17 è il codice per i rifiuti pericolosi e 08.03.18 per quelli non pericolosi;
  •  Iscriversi al SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti). Si tratta di un sistema informatico che permette al Ministero dell’Ambiente una forma intensa di controllo dell’intera filiera dei rifiuti speciali;
  • Dedicare uno spazio in azienda al deposito temporaneo dei rifiuti in questione e il cui accesso sia limitato al solo personale autorizzato;
  • Richiedere presso la Camera di Commercio competente per territorio il Registro di carico/scarico merci sul quale verrà annotata la produzione dei rifiuti e lo scarico degli stessi quando vengono consegnati alle aziende autorizzate allo smaltimento;
  • Contattare un trasportatore autorizzato che ritirerà i rifiuti e compilerà il FIR (Formulario Identificativo del Rifiuto). Quest’ultimo è un documento di accompagnamento che contiene tutte le informazioni inerenti la tipologia del rifiuto, al produttore, al trasportatore e al destinatario;
  • Compilare il MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale). Si tratta di un modello attraverso il quale vengono denunciati i rifiuti prodotti dalle attività economiche. La scadenza è prevista di norma entro il 30 aprile di ogni anno, pena sanzioni amministrative.
  • Conservare per 5 anni la documentazione di cui sopra.

Sei sicuro di smaltire correttamente i toner esausti prodotti dalla tua attività?

Nonostante la complessità della normativa in materia di smaltimento rifiuti c’è un elemento che il legislatore sottolinea a più riprese: la responsabilità, anche di tipo penale, del rappresentante legale dell’azienda produttrice dei rifiuti, sia come singolo, sia in concorrenza con altri soggetti, quali il trasportatore o l’azienda di smaltimento dei rifiuti. Per questo motivo è indispensabile rapportarsi con soggetti affidabili e non solo credibili.

Può essere credibile che il vostro fornitore di stampanti/toner possa anche ritirare i vostri residui di stampa, ma non è detto che sia anche legale: per verificare se il soggetto che si presenta per ritirare i tuoi toner esausti ne è realmente abilitato puoi visitare il sito www.albonazionalegestoriambientali.it/ElenchiIscritti.aspx.

Le leggi che raccolgono le normative in materia di smaltimento rifiuti speciali sono le seguenti: Direttive CEE, 91/156, 91/689, 94/62, D.Lgs152/06, ex D.Lgs22/97 e successive modifiche.

Se non sai a chi rivolgerti per lo smaltimento dei tuoi toner esausti contattaci:

ti possiamo suggerire un’azienda specializzata nella gestione e ritiro di rifiuti speciali,  con una scontistica riservata solo a te!

Articolo di Roxhena Musta, 27.12.2016

 
Supporto Digital Marketing presso Office Automation

 

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