Digital Transformation e imprese: il punto di vista dei dipendenti italiani

I dipendenti europei si mostrano favorevoli all’avvento del Digital Workplace: è quanto emerge da una nuova ricerca Ricoh-Censuswide, condotta nel mese di agosto 2017, su un campione di 3.600 lavoratori di aziende europee. Ma come viene percepita la Digital Transformation in Italia? Quali sono le aspettative, e quali trend tecnologici possono costituire un vero cambiamento per le aziende?

La quasi totalità degli intervistati (98%) è entusiasta o fiduciosa all’idea che nella propria azienda vengano introdotte nuove tecnologie. Questo ottimismo si riscontra anche fra i dipendenti italiani, che per il 65% si definiscono entusiasti e per il 38% fiduciosi nei confronti della digitalizzazione. Solo una minoranza risulta dubbiosa (4%) e preoccupata (10%).

Così come indicano gli altri lavoratori europei, anche per i dipendenti italiani i fattori che causano le maggiori perdite di tempo sono riconducibili alla gestione delle e-mail (40% del campione italiano), alle riunioni (37%) e al pendolarismo (31%).

In generale gli intervistati sostengono che la tecnologia consentirebbe di lavorare in modo più smart, soprattutto grazie a questi aspetti:

  • un migliore accesso ai dati (per il 46% del campione italiano. Media europea: 44%);
  • la possibilità di lavorare più spesso da casa (42% sia in Italia sia in Europa);
  • la riduzione delle attività ripetitive (30% degli intervistati italiani, rispetto al 41% della media europea).

Per Javier Diez-Aguirre, Vice President Corporate Marketing di Ricoh Europe “l’opinione dei dipendenti riflette le preoccupazioni dei governi di tutto il mondo riguardo la produttività. Si dedica troppo tempo alla gestione di processi che potrebbero invece essere automatizzati. Grazie alla tecnologia i dipendenti possono quindi lavorare in modo più rapido ed efficiente e portare valore al business”.

Al campione è stata richiesta anche un’opinione in merito all’impatto delle tecnologie sul proprio modo di lavorare.  

Come mostrato dal grafico, il 67% degli intervistati italiani (dato in linea con la media europea) pensa che l’Automazione dei processi avrà un impatto positivo; il 62% è dello stesso parere in relazione all’Intelligenza Artificiale (mentre in questo caso la media europea si attesta al 52%). Nel nostro Paese prevale l’ottimismo anche nei confronti della Robotica, che avrà un impatto positivo secondo il 46% del campione (mentre la media europea è del 40%) e della Stampa 3D (53% contro il 46% della media europea). Per quanto riguarda la Realtà Virtuale invece la percentuale coincide: per il 39% del campione italiano e di quello europeo essa avrà un impatto positivo sulle attività. 

Da questi dati emerge come le aspettative dei dipendenti italiani, nei confronti dell’innovazione digitale, siano alte.

Allo stesso tempo gli intervistati hanno evidenziato una serie di ostacoli, come ad esempio la mancanza di competenze tecnologiche (40% del campione), la paura del cambiamento (32%) e il lungo periodo di tempo che occorre per abituarsi a una nuova tecnologia (24%).

Delusione traspare invece riguardo alla motivazione secondo la quale i dirigenti aziendali dovrebbero essere interessati a introdurre nuove tecnologie nelle proprie imprese. Per il 71% dei dipendenti italiani, infatti, il motivo è da ricercare solo nella riduzione dei costi, non nel miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti.

Per assicurarsi un successo di lunga durata, le imprese devono ascoltare e comunicare con i propri dipendenti: solo in questo modo l’ambiente di lavoro digitale può realizzarsi concretamente, e non rimanere solo una semplice aspirazione.  

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